Se sul lavoro ci si sente sempre in difetto, potrebbe esserci manipolazione: i campanelli d’allarme che salvano carriera e autostima

Ci sono professioni che, più di altre, possono diventare terreno fertile per personalità manipolative. Non si tratta di demonizzare intere categorie, ma di comprendere come determinati contesti lavorativi – dove potere, influenza e gestione delle relazioni sono centrali – possano attrarre individui inclini al controllo e alla distorsione emotiva. Riconoscere i segnali di allarme è fondamentale per proteggere il proprio benessere psicologico e professionale.

Perché alcune professioni attirano personalità manipolative

Le personalità manipolative tendono a cercare ambienti in cui possano esercitare influenza, leadership o accesso privilegiato alle vulnerabilità altrui. Settori in cui la comunicazione è centrale, dove il carisma può mascherare secondi fini, rappresentano spesso uno scenario ideale.

1. Ruoli dirigenziali e manageriali

Le posizioni di leadership offrono potere decisionale e controllo sulle carriere altrui. Un capo manipolativo può utilizzare:

  • Lusinghe strategiche per ottenere fedeltà;
  • Gaslighting per destabilizzare collaboratori competenti;
  • Favoritismi mirati per creare competizione interna.

Un campanello d’allarme è la costante sensazione di camminare sulle uova o la percezione di essere lodati in pubblico e svalutati in privato.

2. Professioni legate alla comunicazione e ai media

Giornalismo, pubbliche relazioni, marketing e politica richiedono abilità persuasive. In questi contesti, una personalità manipolativa può eccellere grazie a retorica affascinante e controllo della narrazione. Il rischio emerge quando la comunicazione diventa strumento di distorsione sistematica o di costruzione di alleanze opportunistiche.

In quale professione il potere può diventare più manipolativo?
Ruoli dirigenziali
Media e politica
Settore sanitario
Tutte allo stesso modo

3. Settore sanitario e relazioni d’aiuto

Può sembrare sorprendente, ma anche ambiti come sanità, coaching o consulenza psicologica possono attrarre individui con bisogno di controllo emotivo. Qui la manipolazione si manifesta attraverso:

  • Creazione di dipendenza emotiva nel paziente o cliente;
  • Svalutazione velata delle competenze altrui;
  • Uso improprio dell’autorità professionale.

La relazione dovrebbe sempre promuovere autonomia, non subordinazione psicologica.

Segnali di allarme da riconoscere subito

Al di là del settore, esistono indicatori trasversali che meritano attenzione:

  • Promesse eccessive seguite da cambi di versione;
  • Tendenza a dividere colleghi creando fazioni;
  • Mancanza di responsabilità per i propri errori;
  • Uso frequente del senso di colpa come leva motivazionale.

In ambienti professionali sani prevalgono trasparenza, feedback costruttivo e rispetto reciproco. Quando invece si percepisce una dinamica costante di manipolazione, è utile documentare episodi specifici, confrontarsi con figure HR o valutare un cambiamento di contesto. La consapevolezza è il primo strumento di difesa: riconoscere certe dinamiche permette di preservare la propria autostima e di costruire relazioni lavorative più equilibrate e autentiche.

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