Quando un figlio sceglie sempre lo stesso genitore: cosa sta comunicando davvero e quando preoccuparsi

In molte famiglie accade: un bambino cerca sempre lo sguardo della mamma, una bambina vuole solo il papà per la buonanotte. E subito scatta l’etichetta – “è il cocco di mamma”, “è la principessa di papà”. Ma le preferenze familiari nell’infanzia raccontano una storia molto più complessa e interessante di quanto si creda. Non parlano di favoritismi, né di amore distribuito in modo diseguale. Parlano di crescita, identità e bisogni emotivi in evoluzione.

Un legame privilegiato non è una gara d’amore

La psicologia dello sviluppo è chiara: tra i 2 e i 6 anni è normale che un bambino mostri una preferenza marcata per un genitore. Questo non significa rifiutare l’altro, ma trovare una figura di riferimento che, in una determinata fase, risponde meglio a un bisogno specifico. Può trattarsi di rassicurazione, gioco fisico, dialogo o semplice sintonia caratteriale.

Le ricerche sull’attaccamento evidenziano che i bambini costruiscono legami multipli e differenziati. Ogni genitore rappresenta un porto sicuro diverso: uno può essere associato alla protezione, l’altro all’esplorazione del mondo. La preferenza, quindi, è dinamica e spesso temporanea.

Cosa rivela davvero questa dinamica

Contrariamente a ciò che si pensa, un rapporto privilegiato non indica manipolazione, gelosia o competizione interna alla coppia genitoriale. Rivela piuttosto:

  • Una fase evolutiva specifica: il bambino sta sperimentando autonomia o ricerca di sicurezza.
  • Un bisogno emotivo contingente: in momenti di cambiamento (inizio scuola, arrivo di un fratellino) può avvicinarsi a chi percepisce più rassicurante.
  • Un’affinità temperamento-carattere: alcuni tratti si incontrano e si riconoscono.

È fondamentale non trasformare questa dinamica in un terreno di competizione tra adulti. I bambini percepiscono tensioni e aspettative, e il rischio è che la preferenza diventi uno strumento inconsapevole di equilibrio familiare.

Cosa rivela la preferenza per un genitore?
Ricerca di sicurezza
Spinta verso autonomia
Affinità di carattere
Tensione familiare nascosta

Quando preoccuparsi (e quando no)

Nella maggior parte dei casi, la situazione si riequilibra spontaneamente. Tuttavia, è utile osservare se la preferenza si accompagna a rifiuto costante, ansia intensa o isolamento. In questi casi può essere opportuno confrontarsi con un professionista dell’età evolutiva.

Se invece il bambino alterna naturalmente momenti con entrambi i genitori, anche mostrando fasi di attaccamento più marcato, siamo di fronte a un processo fisiologico. L’identità si costruisce anche attraverso queste scelte affettive temporanee.

Come gestire la preferenza in modo sano

  • Evitare etichette come “preferito” o “geloso”.
  • Non forzare il bambino a scegliere l’altro genitore per senso di giustizia.
  • Coltivare momenti esclusivi e di qualità con entrambi.
  • Mantenere una comunicazione adulta coesa e non competitiva.

La verità è che l’amore infantile non è divisibile in quote percentuali. È fluido, intenso, mutevole. Un rapporto privilegiato oggi non definisce il futuro legame. Piuttosto, racconta un passaggio delicato della crescita, in cui il bambino sta imparando a fidarsi, a differenziarsi e a scoprire chi è attraverso lo specchio delle sue figure di riferimento.

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